Un’altra prassi, un altro equilibrio, una diversa Unione Europea

Era il 2009 quando, con il Trattato di Lisbona, veniva introdotta la prassi degli Spitzenkandidat, ovvero i candidati di punta, dei vari gruppi politici, che ambivano alla Presidenza della Commissione UE. Sarà che, in qualche modo, questa è una vittoria anche del fronte sovranista, il quale, ha diviso la torta in altre parti, seppur di diversa e minore misura. Sarà che la prassi è spezzata, quella prassi che, con tutta probabilità, avrebbe assegnato la Presidenza al candidato del gruppo politico con più voti conquistati. Alla scorsa tornata fu il PPE e quindi Juncker; anche stavolta il PPE si è rivelato il primo gruppo politico, ma gli equilibri sono mutati, il bipolarismo S&D e PPE, sembra essere caduto. Se l’altra volta avevamo parlato di tripolarismo, addirittura si potrebbe parlare di una maggioranza a quattro. I candidati, per questo motivo, si moltiplicano. Sebbene rimanga saldo in pole position il candidato Weber, si fanno più concrete le insidie degli altri colleghi, quelli, parte, quasi certa, della futura maggioranza. Tagliato fuori quasi del tutto, Timmermans, salgono le quotazioni del candidato di punta del gruppo ALDE e quello del gruppo dei Verdi. I Capi di Stato, tra l’altro, giocano un ruolo fondamentale, attraverso le consultazioni, bilaterali e multilaterali. Attivo su questo fronte, è risultato il Presidente francese Emmanuel Macron, il quale, si sarebbe opposto alla nomina di Manfred Weber. Macron, inoltre, fa parte del gruppo ALDE. È presto per dire cosa succederà, ma sicuramente, l’Unione Europea che abbiamo visto in questi anni, è totalmente diversa da quella attuale. Rispetto ai nuovi equilibri, non è per niente detto che abbiano un impatto negativo. La linea ALDE potrebbe rappresentare una fetta di cittadini, da sempre inclini a certe politiche che però hanno trovato, negli anni scorsi, scarsa rappresentanza. L’istanza dei Verdi, non la sola e unica ecologista, potrebbe trovare una attuazione concreta in un nuovo Parlamento Europeo quadripolare.

Tornando però alla Commissione, come sappiamo, questa è un organo esecutivo e ha il potere di dare impulso alla funzione legislativa. Tra le sue funzioni c’è quella di dare attuazione delle decisioni politiche degli altri organi legislativi, di gestire i programmi dell’Unione e di gestire i fondi dell’UE. La Commissione rappresenta e tutela gli interessi dell’Unione europea, per tale motivo, la nomina di un Presidente anziché un altro, determina una direzione ben precisa e di conseguenza, determina il peso all’interno del Parlamento Europeo di uno specifico gruppo politico.

In questo trambusto di bilaterali e multilaterali, di strategie, di partite a scacchi, di nomi che si rincorrono e si bruciano, ci siamo anche noi, noi Italia. Non è la migliore situazione per il nostro paese, dato che andiamo a negoziare nomi, sulla base di un potere minimo, dato che, i principali partiti di governo, si trovano in gruppi, più o meno, ininfluenti. Tuttavia, si spera che il nostro paese, reciti la sua parte. Avevamo già parlato di un rischio isolamento per l’Italia, il primo passo potrebbe essere senza ombra di dubbio questo. Un peso minore nelle decisioni che contano, in quelle che danno indirizzo all’Unione e che potrebbero far scricchiolare le già poche simpatie delle due maggioranze parlamentari italiane, nei confronti dell’Europa (ndr UE).

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